Orani - Cortes Apertas 2010Sabato 2 e domenica 3 Ottobre 2010 è svolta ad Orani l'edizione del 2010 di Cortes Apertas. |
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La Sardegna è tradizione, è innovazione. La Sardegna è sofferenza, è tenacia. la Sardegna è bontà d'animo e ospitalità elevate ad alto rango, qualità di persone o maschere, che in parte nascondono e in parte raccontano una storia fatta di privazioni, sofferenze, conquiste, ribellioni. La storia di un popolo che, nonstante tutto, non china mai la testa, non molla mai la presa e si evolve, lenta, inesorabile e senza mai dimenticare le proprie origini.
Forse è proprio questo che raccontano le maschere tradizionali della Sardegna. Si pensi alle corse affannose dei 'Boes e Merdules' di Ottana in cui i primi tentano di sfuggire all'aggiogamento dei secondi. Si pensi alla danza perfettamente ritmata ed estenuante dei Mamuthones e Issohadores di Mamoiada dove i primi sembra vogliano ribellarsi alla dominazione dei secondi senza mostrare alcun segno di cedimento. Si pensi a Sos Bundos di Orani, metà uomini e metà diavoletti, che vibrano i loro forconi e rivolgono al cielo urla assordanti per richiedere, incensantemente e ad alta voce, un futuro propizio.
Maschera carnevalesca che richiama quella dei Mamuthones tipica del paese di Mamoiada, un paese in provincia di Nuoro, nella Barbagia di Ollolai, in Sardegna.
Quella dei Mamuthones di Mamoiada, tra le maschere tradizionali della Sardegna è forse la più significativa e la più ricca di ricordi arcaici che riprendono antichi usi folcloristici, le cui origini si perdono nei secoli. Le prime testimonianze storiche di questa maschera si hanno intorno al IV secolo d.C. ma, presumibilmente, è già presente nel folclore mamoiadino già in epoca precristiana.
E' una maschera scolpita a mano nel legno massiccio, prevalentemente legno di tiglio o pero. Sia il colore, rigorosamente nero, che i lineamenti molto marcati conferiscono alla maschera un'espressione con pluralità di sensi, in grado di esprimere al contempo ribellione, tristezza, disappunto, ma anche comprensione, pietà e dolcezza.
"Su Bundu" ovvero il diavoletto...
...è la maschera carnevalesca tradizionale del paese di Orani, un paese nel centro della Barbagia di Ollolai, nella zona centrale della Sardegna.
La maschera de "Su bundu" ha origini non ben definite, il reperto più antico risale probabilmente alla fine del 1700 ed è conservato al Museo del Costume di Nuoro. Senza alcun dubbio è tra quelle più rappresentative ed apprezzate nel carnevale della Sardegna.
"Su bundu" è una maschera dall'evidente richiamo alle sembianze del diavolo, con lunghe corna che si dispiegano verso l'alto, il naso accentuato e, sotto al naso, due evidenti prolungamenti che sembrano innocenti baffoni, ma che riescono ad insinuare nell'inconscio collettivo l'idea di minacciose zanne.
La base della maschera viene ricavata dalla lavorazione del sughero grezzo. Le corna, il naso, i baffi e il sottomento possono essere anchessi in sughero, ma solitamente sono di altro materiale legnoso come: pero, faggio, tiglio.